“Filo Diretto”: prossimamente su LaC Tv

A condurre il programma Oldani Mesoraca. Ospiti in studio, discussioni e telefonate per parlare dei temi più attuali.

 

 

Oldani Mesoraca vi aspetta con un nuovo programma in onda sulla nostra emittente televisiva. Potrete telefonare in diretta, per parlare dei temi più attuali. Ospiti, discussioni, confronto a “Filo Diretto”. Prossimamente, solo su LaC Tv (canale 19 del digitale terrestre).

Questo programma ci ricorda Telespazio Calabria e il compianto Tony Boemi, programma che era condotto anche dallo stesso Mesoraca, un pò un ritorno al passato.

 

☎ Oldani Mesoraca vi aspetta con un nuovo programma. Potrete telefonare in diretta, per parlare dei temi più attuali. Ospiti, discussioni, confronto a "Filo Diretto". Prossimamente, solo su LaC Tv (Canale 19 DTT)

Публикувахте от LaC TV в Четвъртък, 11 октомври 2018 г.

 

Fonte: LaC

Dal 19 Novembre ritorna Articolo 21

 

 


 

Dal 19 Novembre ritorna Articolo 21 programma di attualità, quest’anno ha come sottotitolo: racconteremo in tempo reale scioperi, proteste e storie di vita.

Il programma sarà condotto come sempre da Lino Polimeni che è anche autore e andrà in onda dal Lunedi al Venerdi in diretta alle ore 14:30 su Calabria Tv, il Venerdi e la Domenica anche in prima serata alle 21:30 e in replica dal Lunedi al Giovedi a mezzanotte sempre su Calabria Tv

Come sempre si può intervenire chiamando in diretta.

Mux Timb 2: Arriva Pop Economy

Da oggi è stato acceso un nuovo canale televisivo: Pop Economy

La programmazione non è ancora iniziata, in video infatti è presente un breve loop promozionale dell’emittente.
PopEconomy del gruppo televisivo Alma Media, è trasmesso con il formato video H.264 ed è pertanto sintonizzabile esclusivamente con dispositivi abilititati alla ricezione del segnale televisivo in alta definizione.
Visto il nome sarà un canale che si occuperà di economia.
Si ricorda che Alma Media è l’editore anche dei canali Alice, Marcopolo e Case Design Stili. rispettivamente alle LCN 221,222,223
L’inizio delle trasmisioni è previsto per Domenica 21 Ottobre.

Rmc Sport, il rilancio con Hazan

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Altro che vendita, chiusura, ritiro del marchio: le voci circolate nelle scorse settimane su Rmc Sport si stanno rivelando perfette bufale. Non solo Rmc Sport Network non si vende e non chiude, ma si rilancia e Alberto Hazan è più che mai convinto a impegnarsi a tempo pieno sull’emittente ora che ha venduto a Mediaset anche l’ultima radio del gruppo Finelco che gli era rimasta, Radio Monte Carlo.

I soci di Rmc Sport, infatti, secondo quanto risulta a ItaliaOggi, avrebbero deciso un aumento di capitale importante, per dotare l’ emittente delle risorse necessarie a emergere a livello nazionale, e nei prossimi mesi dovrebbero partire diversi progetti, compreso un canale televisivo sul digitale terrestre.

Per quanto riguarda il marchio, poi, non c’è alcun motivo per cui Rmc Sport debba abbandonare questo nome, persino con la vendita di Radio Monte Carlo a Mediaset. Anzi, la sorpresa è che l’emittente sportiva utilizzerà anche il brand Radio Monte Carlo Sport, perché la concessione del marchio è proprio in capo ad Hazan.

Rmc Sport Network è nata all’inizio di quest’anno a partire da un progetto che già esisteva online, ovvero la web radio di TuttoMercatoWeb, il portale che nel tempo è diventato un fenomeno del web con picchi di traffico soprattutto nei periodi del calciomercato. Hazan, insieme con Triboo, la società guidata da Giulio Corno quotata all’Aim di Borsa Italiana la cui attività sul digitale varia dall’e-commerce alla consulenza, hanno investito e dato al progetto un respiro più ampio facendolo sbarcare anche sull’etere.

In principio il patron di Rmc aveva il 50% della società mentre il restante 50% era in capo a Tmw radio sport srl, società a sua volta posseduta al 50% da Triboo e al 50% dalla Tc&C di Andrea Pasquinucci, editore di TuttoMercatoWeb. Al termine dell’aumento di capitale in corso i pesi dovrebbero variare ma ciò che importa è che l’emittente avrà l’impegno completo di Hazan.

Corno, interpellato da ItaliaOggi, non conferma i dettagli dell’operazione né l’aumento di capitale, ma assicura che «ci sarà un grande rilancio» di Rmc Sport. «È un progetto in cui crediamo tantissimo in associazione con TuttoMercatoWeb, il più grande sito di calcio in Italia. Era una radio nata nel digitale e abbiamo pensato, alleandoci con Hazan, di andare anche in Fm perché i budget pubblicitari grossi sono ancora riservati all’Fm nonostante si cominci a vendere bene pure sul digitale. Ora che Alberto Hazan ha venduto anche la storica Radio Monte Carlo ama alla follia Rmc Sport e noi siamo molto contenti di questo. Lui guiderà, noi gli daremo il grande supporto di professionalità di TuttoMercatoWeb».

Il rilancio, sebbene più che altro sia un nuovo impulso alla fase di startup, passa ovviamente dall’ampliamento della copertura, grazie all’ acquisto di frequenze Fm o all’affitto nelle zone dove Rmc Sport non arriva. Dopodiché un passo importante sarà riservato alla televisione. Già l’emittente trasmette la radiovisione su Facebook quindi si tratta di accendere un canale anche sul digitale terrestre. Nel potenziamento, oltre all’arrivo di personale che già in passato ha lavorato con Hazan, rientra poi anche l’ampliamento della raccolta pubblicitaria. Quella nazionale è in concessione a Mediamond, resta quindi da organizzare quella locale e digitale, sulle quali Triboo potrà d Hazanare una grossa mano. (ItaliaOggi)

Francesco Di Stefano (Europa 7): “Dopo 20 anni di vittorie voglio la frequenza tv”

Una lettera al presidente del Consiglio e una al ministro dello Sviluppo. Le ha spedite il 18 settembre scorso l’editore romano Francesco Di Stefano per chiedere che venga applicata una sentenza della Corte di Giustizia europea che gli permetterebbe di avere una nuova frequenza tv.

È l’ ultimo capitolo di una saga che vede Di Stefano battagliare da vent’anni per la possibilità di creare una tv nazionale fuori dell’ oligopolio Rai-Mediaset, in un guazzabuglio normativo e amministrativo nel quale i governi e l’Autorità garante per le comunicazioni hanno assecondato più che altro gli interessi del colossi dominanti. La speranza dell’editore è che il nuovo esecutivo si mostri meno deferente.

La saga. Alla fine degli anni 90 Di Stefano raggruppa una serie di emittenti locali per fondare Europa 7. Nel 1999 il governo D’Alema, cercando di mettere ordine in un sistema in cui ogni successiva stratificazione normativa e giurisprudenziale aveva lasciato le cose com’erano, indice una gara pubblica. Europa 7 si aggiudica una delle otto concessioni nazionali in palio. Ma non può trasmettere, perché gli sono negate le frequenze: sono quelle che avrebbe dovuto liberare Rete 4, l’emittente di Mediaset che dovrebbe traslocare sul digitale satellitare, ma prosegue sui canali analogici con un’abilitazione provvisoria, dato che per l’Agcom non ha ancora un “congruo sviluppo delle antenne satellitari”, condizione stabilita dalla legge Maccanico.

Di Stefano comincia a far partire ricorsi e richieste di risarcimento. Arrivano una serie di sentenze che dovrebbero soddisfare le richieste di Europa 7, ma arriva anche, nel 2004, la legge Gasparri, che salva di nuovo il monopolio Mediaset, allargando il ventaglio di mezzi su cui calcolare i tetti pubblicitari anti-monopolio. La svolta per Europa 7 arriva col passaggio al digitale terrestre: nel 2008, a Di Stefano viene assegnato un multiplex (Mux) di frequenze, il canale 8 VHF; nell’aprile 2010 per completare la copertura gli vengono assegnate frequenze integrative (“cerotti UHF” in gergo). Europa way, il nuovo nome della società, può quindi trasmettere su scala nazionale e avvia un progetto per una nuova piattaforma ricevibile anche su dispositivi mobili, il cui lancio è atteso nei prossimi mesi. La Corte europea dei Diritti umani nel 2012 ha inoltre riconosciuto a Di Stefano un risarcimento di 10 milioni, a carico dello Stato italiano.

L’ultimo capitolo. Nel 2012 il governo Monti annulla la procedura per assegnare ulteriori frequenze digitali indetta l’anno prima dal governo Berlusconi. Un beauty contest (valutazione delle offerte), in cui Europa Way era stata l’ unica a partecipare, e quindi a vincere, per il lotto di frequenze del canale 6 VHF; Rai, Mediaset e Telecom sono assegnatari degli altri cinque lotti. Ma se alla tv di Di Stefano non va nulla, negli anni successivi, il ministro dello Sviluppo concede agli altri (Cairo Communication è succeduta a Telecom come editore di La7) le frequenze richieste, per risolvere “problematiche interferenziali”.

Nuovo ricorso di Europa Way alla Corte di Giustizia europea che, il 26 luglio 2017, gli dà ragione. Non solo: afferma che Rai e Mediaset hanno avuto più multiplex del necessario. Il Consiglio di Stato, che deve recepire la sentenza europea, si riunisce oggi, se il dispositivo fosse accolto integralmente, sarebbero da ridiscutere tutte le concessioni. “Le sentenze della Corte sono immediatamente esecutive”, fa notare Di Stefano, “Ma a noi non interessa che vengano tolte frequenze agli altri, basta che ci diano quelle che ci spettano”. (Il Fatto Quotidiano)

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