Telespazio, una Srl acquista il capannone di Viale De Filippis

A quattro anni dal fallimento e undici dai licenziamenti collettivi

Dopo l’ennesima udienza, a distanza di undici anni dai licenziamenti collettivi illegittimi ed a quattro dalla dichiarazione di fallimento da parte del Tribunale di Catanzaro, gli storici locali di Telespazio Calabria in viale De Filippis hanno un nuovo proprietario.

All’esecuzione immobiliare del complesso la società Azimut srl ha fatto una proposta di circa 750mila euro (pari a circa 1/6 del valore iniziale) aggiudicandosi il grande capannone che fu fulcro dell’informazione televisiva calabrese grazie all’opera di Tony Boemi.

 

Fonte: catanzarotv.it

AGCOM: AVVIO DEL PROCEDIMENTO PER L’ ADOZIONE  DEL NUOVO PIANO NAZIONALE DI ASSEGNAZIONE DELLE FREQUENZE IN DVB-T2.

 

AGCOM: AVVIO DEL PROCEDIMENTO PER L’ ADOZIONE 
DEL NUOVO PIANO NAZIONALE DI ASSEGNAZIONE DELLE FREQUENZE IN DVB-T2.

Entro il mese di Maggio 2018 sarà redatto il Piano Nazionale di Assegnazione delle Frequenze (abbreviato in PNAF)
che riscriverà totalmente l’attuale assetto delle frequenze TV.
Nel frattempo iniziano ad emergere alcune novità ed anticipazioni, che descriviamo di seguito in questo articolo.

A partire dal 2022 le frequenze UHF per la TV occuperanno una minore porzione dello spettro frequenziale.
In banda UHF saranno a disposizione della TV i canali che vanno dal 21 al 48 ovvero dal MHz 470 a 694;

la porzione restante (dall’UHF 49 al 60) sarà destinata esclusivamente allo sviluppo della telefonia 5G.
Resta invariato lo spettro della banda VHF composto da 7 canali.
Contestualmente a tale riorganizzazione, le emissioni televisive avverranno
esclusivamente nella modalità DVB-T2 con la modulazione 256-QAM code rate 2/3.
Ogni multiplex avrà a disposizione 40 Mbit/s con un incremento della capacità trasmissiva (rispetto allo standard attuale) del 10%.
Le frequenze sono state assegnate di comune accordo
con gli stati confinati per risolvere definitivamente l’annoso problema delle interferenze.
Ecco una prima bozza di come dovrebbe essere la riorganizzazione frequenziale televisiva dei prossimi anni.

Nel nuovo PNAF l’Italia è stata suddivisa in 17 aree tecniche come da mappa:
 * *  CI SARANNO UN TOTALE DI 15 MULTIPLEX  * *
Sono previsti un totale di 15 multiplex:
1 (in banda VHF) andrà al mux regionale della RAI.
10 saranno assegnati ai provider nazionali (in banda UHF).
4 (in UHF) saranno destinati ai provider locali per ogni area tecnica.
La Rai dovrebbe ottenere un totale di 3 multiplex (comprensivo del mux regionalizzato).
Mediaset e Persidera dovrebbero vedersi assegnare 3 mux a testa mentre un altro sarà destinato al mux Cairo Due.

L’undicesimo multiplex andrà ad un altro provider nazionale (al momento non ancora definito).

Di seguito elenchiamo le frequenze VHF che saranno utilizzate dal RAI Mux 1 (regionalizzato)
che conterrà oltre alla versione locale del di Rai 3 TGR, anche alcune emittenti locali.
Facciamo alcuni esempi:
in Piemonte sarà assegnato il VHF 05 mentre la Lombardia utilizzerà il VHF 07, il Lazio il VHF 09 e via di seguito.
Considerando che molti utenti non sono provvisti di antenna per ricevere il segnale in terza banda (VHF),
questo multiplex utilizzerà una delle 4 frequenze in banda UHF che sul PNAF sono destinate all’emittenza locale.
Alcune di queste frequenze le elenchiamo qui sotto:
Lombardia UHF 28 dai siti di monte Penice (PV) e Valcava (LC), Piemonte UHF 27 da Torino Eremo.
Emilia-Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia UHF 37.
Marche sud, Abruzzo, Puglia, Molise (fascia adriatica) UHF 42.
Calabria e Sicilia UHF 28 – 32 – 37 – 42.
Sardegna UHF 27 – 41 – 43.
 Mux REGIONALIZZATO IN VHF  
VHF 05 – 06 – 07 – 08 – 09 – 10 – 11

Dovrebbe essere assegnato
alla 
RAI per il Mux 1


Elenchiamo di seguito l’ipotesi di come dovrebbero essere assegnate le altre 10 frequenze UHF destinate ai mux nazionali.
Come potete vedere dalle cartine, alcuni di essi utilizzeranno un’unica frequenza, altri si appoggeranno su differenti canali in base all’area.
 Mux NAZIONALE 1  
UHF 34-36

Dovrebbe essere assegnato
MEDIASET per il Mux 1

 Mux NAZIONALE 2  
UHF 40

Dovrebbe essere assegnato
MEDIASET per il Mux 3

 Mux NAZIONALE 3  
UHF 46

Dovrebbe essere assegnato
PERSIDERA per il Mux 1

  Mux NAZIONALE 4  
UHF 21-31-32-44

Dovrebbe essere assegnato
ad un altro provider nazionale
 Mux NAZIONALE 5  
UHF 34-42-43-48

Dovrebbe essere assegnato al
PERSIDERA per il Mux 3
 Mux NAZIONALE 6  
UHF 45-47

Dovrebbe essere assegnato al
PERSIDERA per il Mux 2
 Mux NAZIONALE 7  
UHF 26-27-39

Dovrebbe essere assegnato
alla RAI per il Mux 2

 Mux NAZIONALE 8  
UHF 29-30

Dovrebbe essere assegnato
alla RAI per il Mux 3

 Mux NAZIONALE 9  
UHF 28-29-38-41

Dovrebbe essere assegnato
MEDIASET per il Mux 2

 Mux NAZIONALE 10  
UHF 21-23-25-33-35
Dovrebbe essere assegnato al 
Mux CAIRO DUE

Con l’ausilio di due griglie riepiloghiamo in base alle aree
le frequenze VHF – UHF che dovrebbero essere assegnate.

Come detto le emittenti locali si avvarranno di n°4 frequenze per ogni area tecnica.
Per venire incontro all’utenza che risiede nelle zone sprovviste delle antenne VHF di 3° banda,
uno di questi 4 canali (in UHF) sarà destinato alla trasmissione del RAI Mux 1
che a sua volta trasporterà anche alcune emittenti locali (sarà redatta una graduatoria).

 Mux LOCALE 1  

 Mux LOCALE 2  

 Mux LOCALE 3  

 Mux LOCALE 4  

Nella tabella in basso schematizziamo la totalità delle frequenze che dovrebbero essere assegnate, suddivise per le 17 aree.

Con le lettere N1 – N2 – N3, ecc. indichiamo i 10 mux nazionali denominati NAZIONALE 1 – NAZIONALE 2 – NAZIONALE 3, ecc.
Con le lettere L1 – L2 – L3 – L4 indichiamo i 4 mux locali denominati LOCALE 1 – LOCALE 2 – LOCALE 3 – LOCALE 4.
Facciamo un ulteriore esempio: Milano che fa parte dell’AREA 3 utilizzerà le frequenze elencate nella terza riga dello schema.

Per Torino occorre consultare la riga AREA 1, per Roma la riga AREA 12, per Napoli la 13 e via di seguito.

Facendo ancora rifermimento al capoluogo lombardo, i 4 mux locali avranno assegnate le frequenze UHF 21 – 22 – 28 – 34.

Nella seconda tabella riepiloghiamo le frequenze VHF del mux regionalizzato della RAI che denominiamo  NAZIONALE 11 .
Come detto esso utilizzerà in alcune aree, anche frequenze aggiuntive in banda UHF che in gergo tecnico si chiamano “cerotto”
che al momento non inseriamo in questa griglia (saremo più precisi in un prossimo articolo).
VHF 05 VHF 06 VHF 07 VHF 08 VHF 09 VHF 10 VHF 11
VALLE D’AOSTA N11
PIEMONTE N11
LOMBARDIA N11 N11
VENETO N11 N11
TRENTINO ALTO ADIGE N11 N11
FRIULI VENEZIA GIULIA N11
LIGURIA N11 N11
EMILIA-ROMAGNA N11 N11
TOSCANA N11 N11 N11
UMBRIA N11 N11
MARCHE N11 N11
LAZIO N11 N11 N11
ABRUZZO N11
MOLISE N11
CAMPANIA N11 N11 N11
PUGLIA N11
BASILICATA N11
CALABRIA N11 N11 N11 N11
SICILIA N11 N11 N11 N11 N11
SARDEGNA N11 N11 N11

Analizziamo ora le tempistiche della transizione al DVB-T2 e alla liberazione delle frequenze.
In alcune aree i canali dall’UHF 50 al 52 vanno liberati con maggiore sollecitudine
e saranno sostituiti con altre risorse temporanee (UHF 58 e altri) utilizzate solo per il periodo di transizione.
La prima area comprende la Liguria, la Toscana e il Lazio tirrenico e le province di Oristano e Sassari;
la seconda quasi tutta la Lombardia, il Piemonte settentrionale, la provincia di Piacenza e una parte dell’Alto Adige.
La quarta comprende buona parte della Sicilia e le province di Reggio di Calabria e Catanzaro.
La restante è formata dal resto d’Italia, in cui questa misura temporanea non si applica.
Si inizierà da gennaio 2020 e ci sarà la prima parte della transizione che avverrà per aree geografiche;
le operazioni si concluderanno alla fine del 2022.

Restituiranno le frequenze prima gli operatori locali, il concessionario pubblico RAI e gli operatori di rete sui canali dal 50 al 52.
La seconda parte della rottamazione sarà invece per tutti gli altri.

 

 

Tv locali, Calabria: chiude Rete 3 Digiesse. Proprietà: colpa della mancanza di fondi regionali

rete 3 digiesse, digiesse, tv locali, calabria

Digiesse, la società cui fa riferimento l’emittente tv Rete 3 Digiesse con sede a Praia a Mare, sulla costa tirrenica cosentina, ha dato forfait. Si conferma così la situazione di grave difficoltà in cui operano molti operatori televisivi locali, soprattutto nelle aree del territorio italiano dove non si notano ancora i segni della ripresa economica.
“Nei giorni scorsi – ha spiegato il direttore responsabile, Gaetano Bruno, sulla pagina Facebook dell’emittente – la proprietà ci ha informato di dover sospendere ogni attività a partire dal 1° Aprile. Purtroppo la mancanza dei fondi regionali, venuti meno già a gennaio dello scorso anno, hanno pesato non poco sulle economie della Digiesse. Comprendiamo il rammarico della proprietà nel comunicarci questa notizia – commenta Bruno – dopo tanti anni e tanti sacrifici per garantire un servizio di informazione quotidiano su questo territorio come forse non c’era mai stato da parte di un’emittente privata per cosi’ lungo tempo.

Da parte mia consentitemi di ringraziare in primo luogo proprio la  società per aver messo in piedi questo bellissimo progetto. Personalmente e’ stato un percorso di crescita importantissimo sia dal punto di vista personale che professionale. Ringrazio tutte le persone che negli ultimi nove anni hanno collaborato e soprattutto quelle che fino ad oggi hanno garantito la realizzazione dei prodotti giornalistici. Siamo andati sempre avanti nonostante tutto”, ha continuato il direttore della stazione che impiega 7 persone tra tecnici e giornalisti, aggiungendo: “Negli anni e’ calato numericamente l’organico a disposizione, sono venuti meno importanti strumenti per l’operatività quotidiana ma siamo sempre andati avanti riuscendo a garantire anche e soprattutto grazie ai collaboratori, la qualità e la quantità dei prodotti informativi”“Da oggi in poi a questo territorio mancherà qualcosa”, ha concluso il giornalista.
Resta ora da vedere se i titoli amministrativi all’esercizio verranno rilevati da altri soggetti interessati a proseguire l’attività informativa sul territorio. (E.G. per NL)

Mediaset, accordo con Sky: i canali Premium anche sul satellite.

I cinque canali di cinema e i quattro di serie tv saranno visibili per tutti i clienti di Sky Italia

Mediaset, accordo con Sky: i canali Premium anche sul satellite

Importante accordo raggiunto tra Mediaset Sky Italia, che prevede benefici per entrambe le società. I canali di cinema e serie tv di Premium diventeranno infatti visibili anche per tutti i clienti della piattaforma satellitare Sky Italia, generando un aumento dell’audience con ripercussioni positive sui ricavi pubblicitari Mediaset. Dall’altro canto Sky Italia incrementa l’offerta di contenuti di qualità ai propri abbonati.

In pratica sulla piattaforma satellitare di Sky approderanno cinque canali di cinema (Cinema, Cinema +24, Cinema Energy, Cinema Emotion e Cinema Comedy) di Premium, e quattro di serie tv (Joi, Action, Crime e Stories).In più, inizia una collaborazione tra le due società che estende a Sky Italia l’utilizzo della piattaforma pay Premium attiva sul digitale terrestre. A partire dal 1° giugno 2018, grazie alla capacità trasmissiva messa a disposizione dal gruppo Mediaset, Sky creerà una sua offerta televisiva a pagamento in digitale terrestre che combinerà una selezione dei canali Sky e Fox con i nove canali targati Mediaset. A questo pacchetto di canali di cinema, serie tv e intrattenimento, si potra’ aggiungere anche un altro pacchetto dedicato allo sport che includerà una selezione dei grandi eventi sportivi di Sky, anche in Alta Definizione.

Nel suo complesso, l’intesa di oggi permette a Mediaset di diventare editore su tutte le piattaforme, satellite pay compreso, e di creare nuovo valore grazie all’utilizzo da parte di terzi della propria piattaforma pay. L’intesa odierna rappresenta anche un nuovo passo avanti di Mediaset nel quadro della digital transformation di Premium iniziata con il piano “Mediaset 2020” presentato al mercato nel gennaio 2017.
In aggiunta, per conseguire l’obiettivo di accelerare e completare il processo di digital transformation in atto, Mediaset potrebbe valutare l’opportunità di ampliare il perimetro della partnership con Sky Italia all’area “Operation pay”, e cioè ad ambiti come la manutenzione tecnica, l’accesso condizionato, l’assistenza ai clienti, le attività commerciali e altre analoghe attività operative così da poter conseguire, in futuro, ulteriori benefici economici.

Con questa finalità Mediaset ha ottenuto da Sky Italia il diritto di opzione (senza obblighi di esercizio da parte di Mediaset) a cedere all’operatore satellitare, in una finestra temporale compresa fra novembre e dicembre 2018, l’intera partecipazione in una Newco nella quale sarà previamente conferito da Premium il ramo d’azienda costituito dalla piattaforma tecnologica di Premium (area “Operation pay”). Nel caso Mediaset decidesse di esercitarlo, il trasferimento della Newco a Sky Italia avrebbe luogo immediatamente e l’operazione sarebbe naturalmente sottoposta all’approvazione delle Autorità competenti (AGCM e AGCOM). L’eventuale esercizio del diritto di vendita non comporterà alcuna discontinuità all’attività di Mediaset Premium che continuerà a gestire la propria offerta e la propria base clienti.